I sotterranei della Cárcel de la Corona a Lavapiés: le celle nascoste sotto il Centro Anziani Antón Martín di Madrid
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Nel pieno centro di Madrid, sotto un edificio davanti al quale ogni giorno passano centinaia di persone senza immaginare ciò che si nasconde al di sotto, si trovano delle piccole e claustrofobiche celle sotterranee tradizionalmente associate all’antica Cárcel de la Corona, o Carcere Ecclesiastico. Sono situate nel seminterrato dell’attuale Centro Municipale per Anziani Antón Martín, nel quartiere di Lavapiés, e costituiscono uno degli angoli storici più sconosciuti e sorprendenti del centro della capitale.
Dove si trovano le celle?
Le celle si trovano nel seminterrato del Centro Municipale per Anziani Antón Martín, situato al numero 14 di Calle de la Cabeza, nel quartiere di Lavapiés, all’interno del distretto Centro di Madrid.
Le stazioni della metropolitana più vicine sono Tirso de Molina e Antón Martín, entrambe sulla linea 1, per cui è molto semplice inserire la visita in un itinerario a piedi attraverso Lavapiés, Plaza de Tirso de Molina o la zona di Antón Martín.
Che cos’era la Cárcel de la Corona?
Durante l’Ancien Régime esistevano carceri differenti a seconda della giurisdizione a cui apparteneva il detenuto. La cosiddetta Cárcel de la Corona, o Carcere Ecclesiastico, era destinata principalmente ai membri del clero sottoposti alla giurisdizione ecclesiastica.
La prigione funzionò in questa zona di Calle de la Cabeza almeno negli ultimi anni del XVIII secolo e nei primi decenni del XIX. È opportuno non confonderla direttamente con le prigioni dell’Inquisizione madrilena, anche se alcune pubblicazioni moderne hanno talvolta utilizzato i due concetti in modo indistinto.
Sono davvero le celle originali?
Su questo punto esiste una certa controversia storica. Tradizionalmente, le cinque piccole celle che si possono vedere sotto l’attuale Centro per Anziani sono state identificate come resti dell’antica Cárcel de la Corona.
Tuttavia, alcune ricerche basate su documentazione storica collocano l’edificio originale della prigione leggermente più avanti, approssimativamente all’attuale numero 16 di Calle de la Cabeza. Secondo questa interpretazione, le celle conservate sotto il numero 14 potrebbero essere state modificate o ricostruite nel corso di successivi interventi sull’edificio.
In ogni caso, il complesso sotterraneo conserva l’aspetto degli antichi spazi carcerari e permette di comprendere molto bene le durissime condizioni in cui una persona poteva rimanere rinchiusa più di due secoli fa.
Che cosa possiamo vedere all’interno?
- Cinque piccole celle, disposte lungo uno stretto spazio sotterraneo.
- Muri in mattoni e selce, materiali comuni nell’architettura storica madrilena.
- Piccole aperture tra le celle, alcune protette da sbarre o croci metalliche.
- Fori di ventilazione a livello della strada, che collegavano gli spazi sotterranei con l’esterno e permettevano l’ingresso di una quantità minima di aria e luce.
- Scale strette che scendono dagli ambienti attuali del centro fino alla zona delle celle.
Le dimensioni delle celle sono ridotte e lo spazio è decisamente scomodo. Basta immaginare questi ambienti senza illuminazione elettrica, con pochissima ventilazione e quasi completamente isolati dall’esterno per farsi un’idea delle condizioni in cui dovevano rimanere i prigionieri.
Che cosa accadde qui al Cura de Tamajón?
Uno degli episodi più conosciuti legati alla Cárcel de la Corona ebbe luogo nel 1821, durante il Triennio Liberale. Il sacerdote Matías Vinuesa, conosciuto come il Cura de Tamajón ed ex cappellano di Ferdinando VII, fu accusato di aver partecipato a una cospirazione finalizzata al ripristino dell’assolutismo.
Dopo essere stato condannato al carcere, una folla fece irruzione nella prigione e lo uccise violentemente. L’episodio divenne uno degli eventi più oscuri e conosciuti della storia politica madrilena dell’inizio del XIX secolo.
Come si visitano le celle?
La particolarità di questo luogo è che non funziona come un museo tradizionale. Le celle si trovano all’interno di un centro municipale per anziani tuttora in attività.
Le visite consentite negli ultimi anni consistono generalmente nell’entrare nell’edificio e chiedere alla reception se sia possibile scendere a vedere le antiche celle. Prima di consentire l’accesso al seminterrato, vengono normalmente richiesti i dati del visitatore.
Non esiste una biglietteria specifica né un percorso turistico permanente. Trattandosi di una struttura municipale il cui uso principale non è turistico, la possibilità di accesso può dipendere dalle attività in corso in quel momento. Per questo motivo è consigliabile contattare preventivamente il centro se si desidera recarsi appositamente sul posto per vedere le celle.
Quanto costa la visita?
Attualmente non esiste un biglietto turistico a pagamento per accedere alle celle. Le visite consentite dal Centro per Anziani si effettuano senza acquistare un biglietto d’ingresso, anche se restano sempre subordinate al normale funzionamento dell’edificio e all’autorizzazione del personale responsabile.
Quali sono gli orari?
Il Centro Municipale per Anziani Antón Martín è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 20:00 e nei fine settimana e nei giorni festivi dalle 11:00 alle 20:00. Rimane chiuso in alcune giornate del periodo natalizio.
Questi orari si riferiscono al centro municipale e non devono essere necessariamente interpretati come orari turistici garantiti per la visita delle celle. Se lo scopo principale dello spostamento è vederle, è consigliabile verificare in anticipo che l’accesso al seminterrato sia disponibile.
Vale la pena visitarle?
Sì, soprattutto per chi ama scoprire la Madrid meno conosciuta. Non si tratta di un grande monumento né di una visita che richiede molto tempo. Ed è proprio qui che risiede gran parte del suo fascino: entrare in un edificio municipale apparentemente normale e scoprire, pochi metri sotto il livello della strada, cinque piccole celle che ricordano una Madrid molto più oscura.
È anche uno di quei luoghi che permettono di osservare la città da una prospettiva diversa. Mentre i pedoni camminano lungo Calle de la Cabeza, a pochi centimetri sopra i piccoli fori di ventilazione, è difficile immaginare che sotto i loro piedi esista questo spazio sotterraneo.
Che cos’altro possiamo vedere nei dintorni?
- Lavapiés, uno dei quartieri storici più popolari e multiculturali di Madrid, ricco di stradine, corralas tradizionali e piccoli negozi.
- Plaza de Tirso de Molina, situata a pochi minuti a piedi.
- Mercado de Antón Martín, mercato tradizionale trasformato anche in un interessante spazio gastronomico.
- Filmoteca Española - Cine Doré, uno degli edifici cinematografici storici più belli e riconoscibili di Madrid.
- La Corrala de Sombrerete, uno dei migliori esempi delle tradizionali corralas madrilene.
- Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, situato a pochi minuti a piedi in direzione di Atocha.
In definitiva, le celle sotterranee del Centro per Anziani Antón Martín sono uno di quei segreti che dimostrano come Madrid continui a nascondere piccoli frammenti della propria storia sotto edifici apparentemente quotidiani. Cinque celle, stretti fori di ventilazione e un oscuro passato carcerario trasformano questa breve visita in una curiosa incursione nella Madrid sotterranea e in un’epoca in cui rimanere rinchiusi qui doveva essere un’esperienza difficile da immaginare dalla città di oggi.









